Trasparenza e paziente
Articolo 50 AI Act: chatbot e trasparenza per lo studio dentistico
Cosa verificare quando un paziente interagisce con un chatbot o incontra contenuti sintetici nello studio dentistico.
Risposta breve
Se lo studio utilizza un chatbot o un assistente che interagisce con le persone, la regola operativa è rendere riconoscibile l’AI al più tardi alla prima interazione, usando un messaggio chiaro e offrendo un passaggio a una persona quando necessario.
Metti la disclosure nel punto in cui avviene l’interazione
Una disclosure utile non è una nota distante o nascosta. Deve comparire dove paziente o pubblico iniziano a parlare con il sistema: pagina del chatbot, messaggio di benvenuto, assistente telefonico o canale di messaggistica.
Il testo deve spiegare in modo semplice che si tratta di un assistente AI e indicare come contattare una persona dello studio per richieste che richiedono valutazione umana.
Dichiara l’interazione con AI all’avvio del chatbot.
Indica un canale di escalation verso una persona.
Evita risposte cliniche individuali o raccolta non necessaria di dati sanitari.
Distingui chatbot, contenuti sintetici e decisione clinica
Chatbot, testi generati o immagini sintetiche pongono domande di trasparenza diverse da un software clinico. La comunicazione non deve far apparire un contenuto sintetico come testimonianza, caso reale o consiglio sanitario personalizzato.
La presenza di un sistema AI non sostituisce il giudizio del professionista. Le attività cliniche e le decisioni terapeutiche richiedono sempre il controllo umano appropriato.
Segnala contenuti sintetici quando applicabile.
Rivedi i testi destinati a pazienti e pubblico.
Documenta chi approva i contenuti e con quale procedura.
Trasforma la trasparenza in un controllo ricorrente
Una disclosure va riesaminata quando cambiano canale, fornitore, funzionalità o pubblico. Inserire il controllo nel registro disclosure e nell’audit aiuta a mantenere una prova organizzata del riesame.
Domande frequenti
