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Consenso e comunicazione

Consenso informato e AI in odontoiatria: cosa distinguere e documentare

Una guida per distinguere consenso al trattamento, informazione sull’uso dell’AI, privacy e documentazione della comunicazione nello studio dentistico.

Aggiornato il 16 agosto 20268 minuti di letturaScritto da Barbara SabiuRevisionato da Simone Stori

Risposta breve

Quando l’AI entra nello studio, è utile distinguere il consenso al trattamento sanitario dalla comunicazione sull’uso di strumenti AI e dagli adempimenti privacy. Il punto comune è una comunicazione comprensibile, documentata e proporzionata al caso concreto.

Non chiamare tutto consenso

Il consenso informato riguarda la relazione di cura e le decisioni sul trattamento sanitario. La Legge 219/2017 richiama informazioni complete, aggiornate e comprensibili su diagnosi, benefici, rischi, alternative e conseguenze delle scelte.

L’informazione sull’uso dell’AI, l’informativa privacy e la disclosure di un chatbot hanno finalità diverse. Separarle evita moduli troppo generici e rende più chiaro al paziente cosa sta decidendo e cosa sta semplicemente conoscendo.

Individua il trattamento sanitario oggetto del consenso.

Separa consenso clinico, informativa privacy e disclosure AI.

Usa un linguaggio adeguato al paziente e conserva la documentazione prevista.

Quando l’AI cambia il modo di comunicare

Uno strumento AI di supporto può richiedere di aggiornare i materiali con cui lo studio spiega il percorso, i limiti dell’assistenza digitale o il punto di contatto con un operatore umano.

Per richieste relative a un caso concreto, lo studio deve valutare il contesto con i professionisti e le figure competenti, anziché applicare formule standard senza verifica.

Rileggi le comunicazioni quando cambia strumento o flusso.

Indica come il paziente può contattare una persona.

Non delegare a un chatbot la spiegazione clinica personalizzata.

Trasforma la comunicazione in una prova organizzata

Il Toolkit del portale permette di registrare una disclosure, una revisione o un’azione formativa. Collegare questi elementi a un audit consente di conservare responsabile, data di riesame ed evidenza, senza confondere l’organizzazione interna con una certificazione legale.

Domande frequenti